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Cambio di programma

Ve l’avevo detto che la chiamata avrebbe stravolto non dico la mia vita, ma il viaggio, il mio futuro, i miei progetti, si ok, effettivamente, ha stravolto la mia vita. Riattacco il telefono e mi butto sul divano, << Ga dobbiamo parlare seriamente del viaggio >>, dico con tono fermo. Dopo averle spiegato, più che altro raccontato, il discorso fatto con Nicolò, ci siamo guardate negli occhi e, senza dire una parola, abbiamo capito che volevamo cose diverse, i nostri progetti, le nostre aspettative sul viaggio erano diverse.

<< Vale, per quanto mi riguarda, per la prima volta non me la sento di separarmi per così tanto tempo da casa mia, di mollare tutto quanto. Ora che c’é Ricky, ora che ho dei progetti qua >> mi confessa Gaia, anche se in realtà una parte di me se lo aspettava. (Vi chiederete: chi è Ricky? Il suo fidanzato. Vi state chiedendo se è consapevole di ciò in cui si è cacciato? Probabilmente no.)

<< Stiamo organizzando un viaggio insieme ma siamo due persone diverse, simili sotto tanti punti di vista, ma con progetti diversi.. >> rispondo, con ancora le farfalle nello stomaco, e quasi le lacrime agli occhi << Ga io voglio stare in Perù per un paio d’anni. Non so perché il Perù, non so come, non so niente ma è ciò che voglio>>, << voglio lavorare come volontaria con i bambini, e questo è il momento giusto per partire >>. L’ho detto, ad alta voce. Tutto d’un fiato. << E per il viaggio insieme come vuoi fare? >> mi chiede. << Accorciamo il viaggio? Facciamo tre mesi? >> le propongo, << ..Poi tu ritorni qua, in Italia, e io rimango in là >>.

Non siamo amiche da una vita, ma è come se lo fossimo. È la mia amica. Avevamo entrambe gli occhi lucidi, e cercando di trattenersi non mi ha dato nessuna risposta per quanto riguardava i tre mesi, ma << Vale mi mancherai, ma so che è giusto così, che è un esperienza che volevi fare >>, << ma mi mancherai >>. Ho un groppo alla gola, e le lacrime mi rigano il viso, in silenzio. Dopo dieci lunghi minuti: << Ga non possiamo iniziare già adesso a piangere sennò questi mesi saranno veramente logoranti >>. << Hai ragione >> mi risponde.. piangendo.

Che motivo c’era di singhiozzare? Nessuno. Ci siamo semplicemente rese conto che le nostre strade si sarebbero divise. Per quanto assurda, avevo preso la mia decisione. Era arrivato il momento di parlarne con i miei genitori, con i miei amici. 

 

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