Red Psycho Llama

Lima

Come immaginavo, passo le dodici ore di volo a dormire, tranne per quindici minuti, quando le assistenti di volo ci hanno dato da mangiare un “piatto di pasta”. Giuro che di pasta non aveva proprio niente, ne la consistenza ne il sapore.

Mia sorella e suo marito, in occasione del viaggio mi hanno regalato un walkman con all’interno una compilation di canzoni selezionate per me. Benissimo, regalo apprezzatissimo. Peccato che, dopo cinque ore che dormivo in aereo mi sveglio a causa della sigla dei “Puffi”. Al che mi dico: << Ma chi cavolo è che sta ascoltando la sigla dei Puffi? >>, già lanciata per andarlo a picchiare. Ero talmente rincoglionita che solo dopo qualche secondo mi sono resa conto che ero solo io che la stavo ascoltando. Faceva parte della compilation. Grazie sorella.

Atterriamo, recuperiamo i bagagli e prenotiamo un taxi per raggiungere l’ostello.

Il traffico di Lima è terribile, ad un certo punto ci rendiamo conto che: << Ga ma sono immense queste strade, guarda, ci sono cinque file di macchine >>. << Si ma Vale, le corsie sono sempre tre >>. Evidentemente fanno a gara a chi passa per primo. E i diritti di precedenza? Basta suonare il clacson quando stai arrivando. Un’altra cosa divertente, avete presente quando siete in macchina e la persona davanti a voi vi fa incazzare e vi dite: “ora scendo e lo insulto”?

Ecco, a Lima lo fanno, o almeno, a noi è successo. Eravamo fermi ad un incrocio, il signore dietro di noi ha fermato la macchina in mezzo alla strada e ha bussato al finestrino dell’autista per insultarlo.

Al momento dobbiamo farci almeno ventisette doccie e continuiamo a non capire bene a che ora dobbiamo mangiare, se fare pranzo, colazione o cena.

Ma abbiamo festeggiato l’arrivo con una birra, quello si: << Alla nostra, Ga >>. (e sono le undici del mattino)

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