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Leggenda e mistero

La leggenda narra di una principessa, una bellissima principessa, che, facendosi il bagno in una pozza d’acqua, fu scoperta da un cacciatore. Colta alla sprovvista scappò via, lasciandosi alle spalle le dune del deserto, createsi dal movimento ondeggiante del suo mantello. Si dice che la pozza d’acqua divenne l’oasi che oggi noi tutti conosciamo, e che la bellissima principessa risieda ancora a Huacachina nella veste di una sirena.

È una leggenda, ovviamente, ma credetemi se vi dico che in tutti i posti in cui siamo andate finora, un velo di magia aleggia nell’aria. Ed è proprio ciò che penso, ora, seduta su una delle dune più alte vicine all’oasi. Il sole sta tramontando, il cielo è di un colore rosastro, un quadro dipinto. Di fronte a me il panorama che aspettavo di vedere da mesi.

Spezzo la poesia del momento cosi: << Ga mi fanno male pure i muscoli delle orecchie dopo questa camminata >>. << Io ho tanta di quella sabbia nelle scarpe, Vale, scendiamo? >>. << Direi di sì, si sta facendo buio >>. Dopo esserci fatte una doccia, la sabbia non era andata via del tutto. Credo che ce la porteremo a spasso per il Perù.

<< Cibo, voglio del cibo >>, dice Gaia. Se lei ha fame, stacca il cervello e non parla più non fa più niente finché, appunto, non mangia.

Ci sediamo in un ristorante in riva alla laguna. << Io non voglio niente che contenga riso, cipolle e patate, non ne posso più >>, dico. E, giustamente ordino un piatto che in italiano corrisponde al fritto misto. Facciamo due chiacchiere ed ecco che arrivano i nostri piatti… E figurati, di nuovo, ma che cavolo: riso, patate, cipolle e il pesce, l’unica cosa che avevo ordinato. Ma sul menù non c’era scritto. << Ma com’è possibile Ga >>. << Siamo condannate a mangiare una quantità di cipolle industriale >>, risponde. << Meno male che non dobbiamo baciare nessuno, Gaia >>, << e tra di noi non mi sembra il caso >>, aggiungo.

La serata continua, e facciamo amicizia con un barista del ristorante. << Dai Vale, alla fine nonostante il fatto che non sappiamo lo spagnolo, ci facciamo capire >>. << Si e a quanto pare stiamo anche simpatiche >>, dico.
Parliamo del più e del meno, e nel discorso dei vari dialetti italiani, riusciamo a fare dire due parole in Patois al barista Peruviano. << Ricky sarebbe fiero di me >>, scherza Gaia.

Sono le sei e mezza del mattino, e sono già sveglia, questo vuol dire che prima delle dieci del mattino non sarò attiva. Ma, fortunatamente, il volo sopra le Linee di Nazca parte alle undici.

Arriviamo al piccolo aeroporto, e dopo aver lasciato gli zaini al deposito, il nostro accompagnatore se ne va. È incredibile come, ogni tanto, ti abbandonano al tuo destino, senza assicurarsi che tu abbia capito o meno cosa devi fare.

Ci siamo, stiamo volando, sono passati due minuti e mezzo e già vorrei scendere a vomitare. Se sulla strada, in Perù, guidano come pazzi non credete che in aereo cambi qualcosa. Non mi sono goduta al cento per cento la gita a causa della nausea, ma è stato davvero spettacolare. Credo proprio che a renderlo tale sia il mistero che si nasconde nella storia di questa terra.

<< Vale ci stanno tutti invidiano per il nostro viaggio >>. << E chi se lo immaginava un posto così >>, rispondo.

Città bellissime, mille emozioni diverse. Libertà. Questa notte ripartiamo, ci aspettano ben dodici ore in bus. Next stop: Arequipa.

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3 thoughts on “Leggenda e mistero”

  1. Ciao cara Valerie,sono Caterina di Courmayeur..ho iniziato a seguirti nel tuo viaggio visto con occhi magici da ventenne…sii realistica,sempre sincera e accompagnaci dolcemente nella tua realtà! Grazieeeeee saluti dai monti valdostani!

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