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Coeur et raison

Mi resta solo da raccontarvi la gita al lago Humantay.
Tolta l’avventura del Machu Picchu, e l’altezza delle Montagne Colorate, forse questa è stata la volta in cui ho faticato di più fisicamente. Da impazzire, non vedevo più la fine. Intorno a noi un panorama mozzafiato, eravamo completamente immerse nella natura.
Devo dire che grazie a questo viaggio, sto riscoprendo la bellezza della passeggiata in montagna. Il bello di faticare, con la certezza però, che, una volta arrivata a destinazione, ne sarà valsa la pena. Ed è sempre così.

In questo momento, però, la mia mente è altrove. Domani Gaia parte e io sarò da sola. Una parte di me è spaventata, cavoli, << Riuscirò a cavarmela? >>, penso. In un modo o nell’altro mi sono sempre arrangiata, ma in ogni caso mi bastava attraversare il corridoio di casa per ricevere un aiutino. Adesso l’aiutino è dall’altra parte del mondo. Tutti sono dall’altra parte del mondo. Non so se sarò in grado di gestire i bambini in orfanotrofio, non so se sentirò troppo la mancanza della mia famiglia, dei miei amici, non so se riuscirò ad abituarmi a questa vita tanto diversa, non so niente.

Il “non sapere” mi destabilizza, è sempre stato così, ma sai che c’è? << Non vedo l’ora di scoprirlo >>. Andrà come deve andare.
Non credo nel destino, anzi, sì, credo in un destino che non è già stato scritto. Dipende da noi, da ogni nostra scelta, ogni nostro pensiero, da ogni incontro che facciamo.

Che duri un anno, due giorni o cinque mesi, non mi importa. Lo scrivo per ricordarmelo: << Andrà come deve andare >>. È sempre così, in tutto: dall’amore, all’amicizia, alla vita.

<< Cerco sempre di avere tutto sotto controllo, ogni situazione. Per la prima volta credo proprio di essermi “creata” una realtà in cui non posso farlo. In niente: dall’amore, all’amicizia, alla vita >>, penso.

È mezzanotte e vado a dormire con la certezza che: << Le coeur connait ce que la raison ne connait pas >>.

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