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Quattro fratelli

Sono quattro fratelli: Mateo, Thomas, Hyoslhin e Eydan.

Nati in una famiglia dai genitori alcolizzati, dopo il parto, rigorosamente cesareo, la madre riprende a lavorare dopo poco più di una settimana. Dato lo sforzo, la ferita interna non si rimargina come avrebbe dovuto, ma nonostante ciò Thomas, il maggiore tra i fratelli, nasce apparentemente sano. All’età di due anni, dopo giorni di influenza e febbre alta, la madre lo porta in ospedale dove, dopo avergli fatto un’iniezione per guarirlo, ritorna a casa muto. Thomas non riesce più a parlare e a deglutire automaticamente.

A distanza di un paio d’anni, dopo cena, i genitori erano ubriachi e non si resero conto che il fratello minore Hyoslhin, aveva appiccato un fuoco accanto alla tavola da pranzo. Thomas, correndo, finí in mezzo al fuoco, e non potendo né parlare né urlare restò tra le fiamme abbastanza tempo da bruciarsi le gambe, perdendone l’uso per sempre. I genitori se ne resero conto quando ormai era troppo tardi.

Gli occhi di questo ragazzino sono coperti da un velo di tristezza, e solitudine oserei dire, ma se allontano lo sguardo fino ad incontrare il suo sorriso, in quell’esatto momento mi rendo conto di quanti mal di pancia ho avuto per delle sciocchezze. << Guarda come sorride >>, mi dico tra me e me. Ha conosciuto la sua voce eppure ora non può più parlare, né correre e giocare con i suoi fratelli.

A volte parliamo troppo, anche quando non serve. A volte, invece, dovremmo esprimerci di più, se non a parole, con gli occhi, o con un sorriso in più. Ho imparato questo da Thomas, senza che lui mi abbia spiegato niente.

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