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Nayda

Immaginatevi una bambina testarda, la più testarda del mondo. Poi immaginatevi una bambina, che, oltre ad essere testarda e capricciosa, odia l’acqua.
Ogni sera litigo con Nayda per metterla sotto la doccia, e la parte peggiore arriva quando è il momento di insaponarsi. È incredibile come una bambina di otto anni possa urlare tanto. Se lo facessi io, rimarrei senza voce per settimane.

Finalmente, dopo un mese e passa ho trovato il modo di zittirla, e no, non è prendendola a sberle. Questa sera ho provato a metterle della musica da YouTube, e, dopo vari tentativi, casualmente (o per fortuna), è partita una canzone degli Arctic Monkeys. A quanto pare, soltanto ascoltando le loro canzoni smette di urlare e, anzi, canticchia, insaponandosi a ritmo di musica.
E io che a otto anni l’unica canzone che ascoltavo era “Il Gatto e la Volpe” di Bennato, e solo perché mio fratello me la suonava con la chitarra.

Ma con Nayda non soltanto l’ora della doccia è critica, lo è anche andare dal dentista, dal parrucchiere, a colazione, a pranzo, lo è anche quando deve deve fare i compiti. Con Nayda la sfida inizia quando apre gli occhi e finisce quando si addormenta, << e menomale che non dormo insieme a lei nel letto >>, penso, perché sarebbe capace di farmi uscire fuori di testa anche in quel caso, magari tirandomi pugni o togliendomi le coperte.

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Eppure tutte le volte che mi chiede di abbracciarla mi sciolgo, e mi dimentico di tutto ciò che mi fa passare.

Ed è in quei momenti che mi ricordo che in casa sua non ha potuto vivere la sua infanzia, però in compenso ha vissuto l’alcol, la violenza, la sofferenza. Fa i capricci, si atteggia come una piccoletta di tre anni, fa tutto ciò che non ha potuto fare a tempo debito. << Ma che colpa può avere? >>, mi chiedo.

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