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Ancora uno

Mi si riempe il cuore quando mi abbracciano. Prima di andare a dormire, al rientro da scuola, e così, ogni tanto, perché non ci deve essere sempre un motivo, una spiegazione. << Non partire >>, mi ha chiesto Veronica.

Non pensavo che mi sarei affezionata così tanto ad ognuno di loro, sarebbe stato sicuramente tutto un po’ più semplice.

Luis non perde mai l’occasione di farmi il solletico, Eydan mi abbraccia quando meno me lo aspetto, Mateo ormai non apre più un libro se non sono a fianco a lui, Hyoslhin mi regala cuori di carta e Thomas, Thomas mi ricorda che c’è sempre un buon motivo per sorridere.

Non riesco a immaginarmi le giornate senza di loro, dove non devo preparargli la colazione, dove non devo corrergli dietro per fargli fare i compiti. Persino l’idea di non litigare più con Nayda mi fa venire le lacrime agli occhi. E Nayda mi fa perdere i capelli dalla disperazione. << Ma cosa ci posso fare? >>, le voglio bene per ciò che è.

Eppure questo posto non fa per me, non mi sento a casa quando sono nel letto, prima di spegnere la luce e chiudere gli occhi. Mi sento a casa soltanto quando sono con loro, quando ridiamo e scherziamo a tavola, quando siamo in nove in un letto, tutti rannicchiati a guardare un film.
Senza spiegarmi nulla mi hanno insegnato che volersi bene è così semplice, non servono ragionamenti, non serve pensarci, non serve parlare la stessa lingua. Volersi bene è così semplice, << ascolta ciò che ti dice il cuore >>.

Un giorno mia mamma mi disse: << Non bisogna vedersi per amarsi >>, spero con tutta me stessa che sia così.

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